180 giorni in sosta a -52 metri con una temperatura tra i 12.8 e i 14.2 gradi centigradi: sono le coordinate dell’ambiente sottomarino che ha accolto il primo vino a marchio Etna DOC affinato in mare.


La cantina subacquea è il progetto Jamin degli Underwarterwines, una start up tecnologica collocata nelle acque di Portofino.


“Affinare in subacquea significa posizionare in mare cercando un risultato, arrivando ad un fine – spiega l’amministratore di Jamin, Emanuele Kottakhs – la nostra ricerca è un concetto che si distacca molto dal cantinamento delle bottiglie che potremmo considerare un semplice stoccaggio. Per arrivare a far maturare i vini in mare abbiamo approntato diversi brevetti: la capsula, le gabbie di trattenimento e poi monitoraggi continui che ci consentono di poter determinare profondità, temperatura e collocazione ideale per ogni singolo vino”.


“L’idea è quella di rendere ogni singolo campione un’esperienza unica e irripetibile – chiarisce Camillo Privitera produttore della Cantina Primaterra con Tiziana Gandolfo, insieme pionieri del primo vino etneo che può fregiarsi della maturazione in mare – l’assenza di luce e le temperature costanti, peraltro ottenute in modo ecosostenibile senza dispendio di altre energie, favoriscono un risultato finale abbastanza diverso dal classico cantinamento: messi a confronto, a parità di annata e tipologia, gli affinati in mare restituiscono assaggi dotati di maggiore freschezza e finezza”.

Assaggi a confronto: Etna Rosato ed Etna Rosso cantinati ed underwaterwines

La degustazione di ieri guidata dal produttore (ed ex primo sommelier AIS di Sicilia) Camillo Privitera ha messo in luce i punti di forza della nuova proposta degustativa degli underwaterwines.


Una categoria in crescita per la Jamin, alla quale si aggiungeranno a breve 3 cantine affiliate in Sicilia e per poi puntare lo sguardo all’estero nel 2024.

Primarosae Etna Rosato DOC 2020 – cantina Primaterra

Premessa:
Le uve perfettamente mature dell’annata 2020 portano in dote un corpo e una struttura che aiuta il vino a “sopportare” l’impatto subacqueo.

Campione affinato in mare: naso e palato coincidono nella caratterizzazione minerale del mascalese, la tipicità dell’olfatto gioca d’anticipo sulle sensazioni del potenziale sviluppo dei terziari del vino, sorso sottile che accentua l’eleganza etnea e sostiene l’idea di una certa longevità.

Campione affinato in cantina: il naso marcatamente vulcanico si apre con profumi netti e decisamente etnei. Il sorso ha maggiore spessore del precedente assaggio, resta intatta la geometria vulcanica e la sferzante mineralità che però assumono un contorno più morbido.

Etna Rosso DOC 2016 – cantina Primaterra

Premessa: la vendemmia 2016 è considerata sul versante nord dell’Etna un’annata straordinariamente equilibrata con frutti che hanno raggiunto una maturazione fenolica ideale.

Campione affinato in mare: olfatto etneo che si schiude lentamente in sensazioni di cenere, sottobosco, frutta matura, muschio, rimandi territoriali chiari, in particolare con la nota di pietra lavica bagnata e il finale mentolato. L’identità minerale è fortemente presente: il sorso dotato di grande freschezza e acidità è ancora ammantato di una prometterne gioventù.

Campione affinato in cantina: i classici profumi etnei sono riconoscibili ma vertono su note più calde. Il palato rotondo offre un vino pronto e piacevolmente sapido.

Conclusioni: le differenze sottili tra i due affinamenti mostrano che gli unnderwaterwines giocano su una maggiore freschezza e gioventù, caratteri certamente accentuati dalle condizioni subacquee. Pertanto questa può essere considerata a pieno titolo una nuova proposta qualitativa, diversa, di vini che vivono pienamente il contesto ambientale e dimostrano ancora una volta di essere sostanza viva.

Di Valeria Lopis

classe 1979, nata all’ombra del vulcano, il vino e la biodiversità dell’Etna sono i primi naturali contatti con il mondo enologico che la travolge e la appassiona sin da piccola. Giornalista, Donna del Vino e sommelier con un palato goloso e curioso che la spingono verso viaggi del gusto, nei quali a essere assaporato è anche il paesaggio

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